La Psicoanalisi laica e Medelogia - Naturpedia (storia, precursori, sostenitori moderni: Romeo Sperati, Lucilla Sperati, Federico Divino, Eugenio Dioscuro)
Psicoanalisi Laica e Medelogia
Storia, precursori, sostenitori moderni: Romeo Sperati, Lucilla Sperati, Federico Divino, Eugenio Dioscuro
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Origine [modifica]
Da sinistra a destra: Sigmund Freud, Stanley Hall, C.G.Jung. Fila dietro, da sinistra a destra: Abraham A. Brill, Ernest Jones, Sandor Ferenczi
«La cosiddetta preparazione medica mi sembra una via contorta e pesante per giungere alla professionalità analitica.»[1]Tra i primi grandi psicoanalisti che furono allievi di Sigmund Freud, vi furono molti filosofi, tra cui lo stesso Theodor Reik ed anche Otto Rank, le cui ricerche ed opere ormai fanno parte della storia della psicoanalisi. Tuttavia il testo di Freud in difesa dell'analisi laica fu definito dal suo stesso autore un "flop", in quanto la psicoanalisi venne assorbita dalla psicoterapia, nonostante ciò fosse contrario alle sue intenzioni. In una lettera del febbraio 1939 scritta al Dott. Jelliffe, Freud affermò:
«Non sono affatto felice di vedere che in America l’analisi è diventata la serva della psichiatria e nulla più.»[2]E in una lettera del 1926 a Paul Federn aveva scritto:
«Fino a che vivrò, mi opporrò a che la psicoanalisi venga inghiottita dalla medicina.»[2]Dal momento, però, che la volontà di Freud, nonostante fosse il fondatore della psicoanalisi, non sono state rispettate, e la psicoanalisi oggi è considerata esclusivamente per le sue potenzialità cliniche, se si vuole diventare psicoterapeuti, mentre lo Stato non riconosce lo psicoanalista in numerosi paesi (tra cui l'Italia), questo ha portato alla nascita di un movimento per il diritto di esercitare la psicoanalisi laica, ossia senza essere medici o psicologi. Per Freud, la differenza tra un soggetto psichicamente "sano" e uno "malato" è solo quantitativa e non qualitativa. Egli sostiene che i meccanismi che operano nella mente di una persona sofferente di disturbi psicopatologici siano esattamente gli stessi che operano nella mente di una persona "sana"; la differenza sta nell'intensità con cui i conflitti che agiscono nella mente della persona si manifestano al mondo esterno, e intervengono nella sua vita personale e sociale. Questo rende priva di fondamento la distinzione stessa tra soggetto "sano" e "malato": semplicemente, essi esprimono in modi diversi contenuti inconsci dello stesso tipo. Ogni essere umano è costantemente coinvolto in una serie di esperienze e interazioni con l'ambiente esterno, di vario tipo e intensità. Ovviamente, la reazione a una stessa esperienza cambia da soggetto a soggetto e, anche nella stessa persona, è diversa a seconda del particolare momento della vita in cui si presenta tale esperienza. Allo stesso modo, è diversa anche la portata emotiva che il soggetto associa (più o meno consciamente) all'esperienza. Se durante la vita di una persona si verifica un evento accompagnato da un'intensa portata emotiva, che in quel momento il soggetto non è psichicamente in grado di fronteggiare, allora l'esperienza risulta "traumatizzante" per la persona stessa. Secondo la prima topica freudiana, per non risultare "schiacciato" dall'intensità delle emozioni, il soggetto, servendosi dei meccanismi di difesa, rimuove l'intera esperienza e soprattutto le emozioni vissute, "spostandole" nell'inconscio. Lì tali affetti restano finché non vengono eventualmente riportati alla coscienza. È possibile che l'esperienza, prima o poi, riemerga alla coscienza: può accadere, durante la psicoterapia, che il soggetto ricordi l'evento ma non abbia alcuna memoria delle emozioni provate; questo perché non è il contenuto dell'evento in sé a costituire pericolo per la persona e dal quale questa si protegge, ma piuttosto il carico emotivo correlato, eccessivamente intenso per la psiche del soggetto. Le emozioni rimosse mantengono sostanzialmente intatta la loro forza, anche a distanza di tempo, e possono "operare" dall'inconscio influenzando alcuni aspetti della vita psichica della persona. I contenuti rimossi vengono mantenuti nell'inconscio da quelle che Freud chiama resistenze, che hanno lo scopo di impedire che il materiale che un tempo era ritenuto pericoloso per il soggetto possa "riemergere" in futuro. Non esiste un meccanismo che sia l'"inverso" della rimozione, per cui l'unico modo che il soggetto ha per riottenere il controllo su tali contenuti è quello di elaborare e rimodulare alcune delle proprie resistenze, sovente con l'aiuto di un esperto, così da permettere al materiale inconscio di integrarsi nella coscienza.
Primi Sostenitori [modifica]
Il problema di una certificazione relativa alla psicoanalisi si è presentata già ai tempi di Freud. Sigmund Freud infatti auspicava che la psicoanalisi diventasse una disciplina autonoma, con una scuola specializzata in discipline umanistiche e rudimenti di biologia. In nessun caso Freud aveva considerato la laurea in Medicina o in Psicologia come utile per conseguire una buona preparazione psicanalitica:«[...] nessuno dovrebbe esercitare l’analisi senza essersene acquisito il diritto mediante una adeguata preparazione. Che poi si tratti di medici o non medici mi sembra cosa secondaria.»[3]Anche altri autori dopo Freud hanno sostenuto la necessità di separare la psicoanalisi e la psicologia dalla scienza e riconsegnarla alla filosofia. Carl Gustav Jung, che per molti anni venne considerato il successore legittimo di Freud, scrisse che la psicologia avrebbe dovuto annullarsi come scienza, e così facendo avrebbe realizzato il suo scopo[4]. E il suo allievo, James Hillman, fondò la psicologia archetipica proprio come disciplina che univa la pratica filosofica alla psicoanalisi proprio per questo scopo, incominciando a produrre numerosi lavori di psicologia archetipica e di analisi critica della storia della psicoanalisi, della psicologia analitica e della psicologia tradizionale sostenendo anch'egli una necessità di revisionare queste discipline[5]. In Italia il filosofo Umberto Galimberti si è spesso occupato di psicoanalisi, e nelle sue conferenze definisce la psicologia una scienza spuria della quale si può fare a meno, mentre la psicoanalisi la definisce un fenomeno romantico legato a quel particolare periodo storico, e che senza innovarsi alle esigenze moderne cesserà inevitabilmente di esistere[6]. Un contributo italiano alla psicoanalisi laica è dato dal filosofo Federico Divino, dottore in Studi Orientali presso La Sapienza, che ha applicato il lavoro di James Hillman alle filosofie orientali[7] in particolare il Buddhismo esoterico. Hillman nelle sue opere ha ribadito più volte che la psicoanalisi sarebbe stata uccisa dalla pratica medica, e che essa sia una disciplina laica indipendente dalla psicoterapia. Per Divino la psicoanalisi, se è una medicina, è più vicina ai principi delle medicine orientali che alla rigida medicina occidentale, e che ne avrebbe stravolto gli intenti[8]. Oltre a Theodor Reik e ad Otto Rank si possono citare, tra gli psicoanalisti laici (ossia non medici) più conosciuti anche Anna Freud (figlia di Sigmund Freud), Erik H. Erikson, ed Ernst Kris[9]. L'insegnamento della psicoanalisi cominciò attraverso regole che Freud codificò ben presto, le quali comportano un particolare percorso di addestramento del candidato psicoanalista. Questi doveva sottoporsi allo stesso trattamento analitico, per acquisire lo strumento con il quale poi lavorerà con i suoi futuri pazienti. Tale relazione rendeva possibile una formazione esperienziale diretta, fondamentale per poter in primo luogo risolvere le possibili problematiche personali del futuro analista, e in secondo luogo per permettergli di esperire direttamente i vissuti e i processi propri della dinamica analitica. Questa fu chiamata analisi didattica e differiva dall'analisi personale solo per il fatto che le sedute didattiche venivano omologate in uno speciale registro. Inizialmente l'analisi didattica durava un mese. La maggior parte delle critiche rivolte alla psicoanalisi derivano dal fatto che sebbene Freud abbia fatto di tutto per accreditarla come scienza, una disciplina che studia l'individuo non può considerarsi scienza, poiché la scienza è generica e cerca assiomi universali validi per ogni cosa, mentre l'individuo non è oggettivizzabile: il modo di vivere la sofferenza di ciascun individuo varia da persona a persona, ed è ciò che la psicoanalisi indaga per adattare la terapia proprio alla soggettività dell'individuo, facendo riemergere la sua personale storia. Tutto ciò non è scientifico. La psicologia infatti, considerata una scienza, studia le facoltà generiche comuni a tutti gli individui ma non può dire nulla sulla facoltà individuale di una sola persona. Per questo la psicoanalisi non è insegnata nelle università, fatto salvo per alcuni paesi dove la si considera scientifica (l'Italia non è tra questi).
«La psicologia, che sulla nozione di anima ha costruito se stessa, da tempo vuole emanciparsi da questo sfondo per essere accolta nel novero delle scienze ed entrare così a pieno titolo nella "nostra" storia. L'emancipazione avviene per rimozione dell'origine e quindi con la perdita di quella stratificazione di significati che fa dell'anima una parola a tal punto equivoca da renderla solidale con i più svariati sistemi di pensiero, che a questo punto devono chiarire le loro relazioni e svelare il contenuto semantico che coprono con questa parola.» (Umberto Galimberti, Gli equivoci dell'anima)Il logico e filosofo Ludwig Wittgenstein (1889-1951), ad esempio, sostenne che la psicoanalisi fosse: "una mitologia che ha molto potere", criticando nello specifico il procedimento della libera associazione delle idee, considerato oscuro, "perché Freud non chiarisce mai come possiamo sapere dove fermarci, dove la soluzione sia giusta"[10]. Anche Karl R. Popper criticò aspramente e a più riprese la presunta scientificità della psicoanalisi definendola invece una "metafisica dell'animo umano". Essa, secondo il suo modello filosofico, non è scientifica per il fatto che non è falsificabile né, tantomeno, verificabile, classificandosi dunque come una pseudoscienza. E "quanto all'epica freudiana dell'Io, del Super-io e dell'Es non si può avanzare nessuna pretesa a uno stato scientifico, più fondatamente di quanto lo si possa fare per l'insieme delle favole omeriche dell'Olimpo. Queste teorie descrivono alcuni fatti, ma alla maniera dei miti. Esse contengono delle suggestioni psicologiche assai interessanti, ma in forma non suscettibile di controllo. Ciò in contrasto con la maggior parte delle teorie fisiche le quali "sono del tutto [...] altamente falsificabili sin dall'inizio"[11]. La psicoanalisi freudiana nasce nella scuola di Charcot, in cui si faceva ampio uso di ipnosi. Per spiegare come fosse possibile che l'ipnosiavesse un così grande valore terapeutico Charcot dovette adottare la teoria dell'inconscio, ed ammettere che l'ipnosi agiva proprio grazie all'emersione di quella parte inconscia della psiche. È proprio alla Salpêtrière che il giovane Sigmund Freud, giuntovi da Vienna con una borsa di studio nel 1885, seguì per un breve periodo le lezioni di Charcot (che lo colpirono profondamente), ed apprese l'utilizzo delle tecniche ipnotiche e suggestive; tecniche ed approcci che, una volta tornato a Vienna, iniziò a sperimentare nel trattamento dei suoi primi pazienti assieme all'amico e mentore Joseph Breuer. Molti degli stimoli raccolti nel viaggio francese si riveleranno fecondi per le prime concettualizzazioni freudiane in merito all'esistenza ed ai principi di funzionamento di un livello psichico scarsamente accessibile alla coscienza, ma che non di meno riveste un ruolo fondamentale nell'articolazione della vita psichica individuale. Freud e Breuer, in particolare, ripresero il concetto di isteria traumatica di Charcot (per cui un trauma può causare nel paziente uno stato di coscienza dissociativo, simile a quello ipnotico, che può a sua volta facilitare l'insorgere di fenomeni suggestivi), e lo estesero all'isteria in generale, ipotizzando che i sintomi isterici (e, per estensione, la maggior parte dei sintomi nevrotici), fossero provocati dal riemergere nell'inconscio di un evento traumatico; evento al quale erano rimasti legati degli affetti che non avevano potuto "scaricarsi", e che restavano quindi cristallizzati nello psichismo individuale, causando conseguenze negative. Fu a partire da queste basi, prima con la Comunicazione Preliminare e poi con gli Studi sull'Isteria, che prese avvio la trattazione teorica del concetto di inconscio nella psicoanalisi, con tutti i suoi complessi sviluppi successivi (riprendendo anche – implicitamente - stimoli e suggestioni giunti dalla tradizione di riflessione filosofica sette-ottocentesca sull'Inconscio: Hartmann, Wolff, Schelling, Schopenhauer, Emerson, etc.; e, in merito ad alcuni assunti, anche dagli stimoli dei sessuologi dell'epoca: Krafft-Ebing, Albert Moll, Havelock Ellis). Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, dopo la separazione da Breuer, Freud articolò in maniera sempre più compiuta una possibile teoria del ruolo dell'Inconscio nei processi psichici individuali all'interno di una più ampia teoria della mente: un percorso iniziato con il Progetto di una psicologia (1895), incardinatosi sul testo fondamentale L'interpretazione dei sogni (1899), e sviluppatosi poi negli anni seguenti con la Psicopatologia della vita quotidiana (1901), i Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), la nascita dei primi circoli psicoanalitici, e così via. La psicoanalisi di Freud si stava strutturando sempre di più come una disciplina indipendente, come ogni altra scuola di psicologia passata e futura. Solo successivamente in Italia si è cominciato erroneamente a ritenere che la psicologia fosse solo una, e per inciso il modello adottato dall'Ordine degli psicologi, ignorando che esistono diverse psicologie, nessuna più valida dell'altra, anche se la legge italiana riconosce l'autorità suprema al solo Ordine professionale di stabilire quale psicologia sia valida e quali psicologie siano da considerarsi truffe o ciarlatanerie.
Controversie e posizione dello stato italiano [modifica]
In Italia generalmente è considerato illegale praticare la psicoanalisi se non si è iscritti all'albo degli psicologi, in quanto la psicoanalisi è considerata parte della professione di psicologo. La professione di psicologo è regolamentata dalla legge Ossicini all’articolo 3 della Legge n. 56 del 18 febbraio 1989 “Ordinamento della professione di psicologo” che regolamenta quanto segue:- L'esercizio dell'attività psicoterapeutica deve essere regolamentato da una formazione professionale acquisita a seguito del conseguimento di una laurea in psicologia, medicina o chirurgia ed un corso di specializzazione in psicoterapia ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 10 marzo 1982 numero 162.
- Agli psicoterapeuti che siano solo laureati in psicologia non è concesso un intervento che competa la professione medica.
«Il counseling più intenso e riuscito non è distinguibile da una psicoterapia altrettanto intensa e riuscita» (Carl Rogers)La prima attestazione dell'uso del termine counseling per indicare un'attività rivolta a problemi sociali o psicologici risale al 1908 da parte di Frank Parsons.[24] Nel 1951 la parola counseling è usata da Carl R. Rogers per indicare una relazione nella quale il cliente è assistito nelle proprie difficoltà senza rinunciare alla libertà di scelta e alla propria responsabilità.[25] L'attività di counseling è svolta da un counselor, un professionista in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali e private. In base al bagaglio di abilità possedute, le competenze proprie all'attività di counseling possono essere presenti nell'attività di diverse figure professionali quali counselor, consulenti filosofici, psicologi, medici, assistenti e operatori sociali, educatori professionali. Essa è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi»,[26] ed è inoltre «un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali, per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo».[27] Secondo Rollo May – uno dei padri fondatori del counseling insieme a Rogers – il counselor ha il compito di «favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare eventuali problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno [...] il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso».[28] La BACP (British Association for Counselling and Psychotherapy) fornisce la seguente definizione dell'attività di counseling: «Il counselor può indicare le opzioni di cui il cliente dispone e aiutarlo e seguire quella che sceglierà. Il counselor può aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rivelati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento. Qualunque approccio usi il counselor [...] lo scopo fondamentale è l'autonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere».[29] Analogamente, AssoCounseling definisce l'attività di counseling come: «[...] un'attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento».[30]
Contenziosi e scontri tra le varie discipline [modifica]
Sebbene la psicoanalisi abbia anche una potenzialità psicoterapeutica, Sigmund Freud aveva sempre ribadito che il valore terapeutico era solo una delle possibili applicazioni della psicoanalisi. Pertanto la psicoanalisi va intesa come un percorso conoscitivo, che opera in persone che intendono avere una maggiore conoscenza della propria psiche, e occasionalmente, in caso di malessere come depressione o malattie come schizofrenia, può agire anche come psicoterapia, perché ne ha la potenzialità[31]. A questo punto bisogna stabilire, vista la sua valenza terapeutica, chi possa esercitare la psicoanalisi. Attualmente la soluzione nella maggior parte dei paesi europei è la seguente: se si viene da un background umanistico, si può fare la scuola di psicoanalisi ed esercitare come psicoanalisti, ma non come terapeuti, mentre se il background è psicologico o medico, allora la scuola conferisce anche il titolo di psicoterapeuta. In Italia non è stata adottata questa soluzione, poiché lo Stato riconosce per legge solo la psicoterapia, e lascia che gli psicoanalisti si autoregolamentino attraverso le scuole private, di fatto gli psicoanalisti non psicologi e non medici possono esercitare, ma corrono costantemente il rischio di essere accusati di abuso della professione di psicologo, l'unica riconosciuta e protetta da un Ordine professionale.«Lo psicoterapeuta opera a fini terapeutici, lo (psico)analista opera a fini conoscitivi»[32]Come abbiamo visto il dibattito fondamentale consiste nel definire se la psicoanalisi possa considerarsi o meno una psicoterapia, e se sì, se sia legittimo da parte di non-medici praticarla. Ultimamente alcune scuole di psicoanalisi ufficiali hanno deciso di permettere l’accesso al percorso di formazione non solo a medici o psicologi (vedi sezione successiva), in primis chi afferisce da studi umanistici come filosofia, antropologia, scienze delle religioni, sociologia o simili. Questa pratica sta incominciando tuttavia a creare alcuni contenziosi. Da un lato, scuole ufficiali di psicoanalisi che hanno il permesso legale per formare psicoanalisti ne formano alcuni non-medici, dall’altro non è noto fino a che punto questi psicoanalisti non-medici possano esercitare la professione senza essere ingiustamente accusati di abuso della professione medica. D’altro canto è anche vero che un’altra grande classe di “non medici” può esercitare la psicoanalisi: ossia gli psicologi, i quali, non necessariamente possiedono una specializzazione in psichiatria, che dunque gli consentirebbe l’esercizio della pratica medica, ma che possono legalmente diventare psicoanalisti.
| Specializzazione | Requisiti necessari | Tecnica terapeutica | Può prescrivere farmaci o cure | Opera in ambito clinico |
|---|---|---|---|---|
| Psicologo | Essere iscritto all’albo degli psicologi (è necessario superare un esame statale accessibile solo per i laureati in psicologia) | Consulenza, valutazione diagnostica, sostegno e riabilitazione, purché non invadano l’ambito della psicoterapia | No | No se non è psicoterapeuta, ma dopo il ddl Lorenzin del 22 Dicembre 2017 tutti gli psicologi sono considerati operatori clinici |
| Psichiatra | Superare la specializzazione in psichiatria (accessibile solo medici con laurea di primo livello) | Cura farmacologica | Sì | Sì |
| Psicoterapeuta | Superare la specializzazione in psicoterapia (accessibile solo a psicologi o medici con laurea di primo livello) | Tecniche terapeutiche psicodinamiche, spesso di ispirazione psicoanalitica, ma standardizzate in un codice clinico | Solo se medico | Sì |
| Psicoanalista | Ammissione ad una scuola di psicoanalisi (la maggior parte ammettono solo medici o psicologi, ma alcune ammettono anche umanisti da ogni altro ambito) oppure condurre un'analisi personale. | Consulenza filosofica, analisi del profondo, soul counsellor, tecniche transferenziali, confidente personale, analisi dei sogni, analisi della psiche e molto altro | Solo se medico o psichiatra | Tecnicamente sì ma ufficialmente no |
| Ipsoanalista | Essere studioso di Medelogia ed effettuare un'analisi personale secondo i criteri della meditazione medelogica insegnata nelle scuole di Medelogia | Counselling filosofico, analisi della vacuità intrinseca di tutti i fenomeni (Śūnyatā), abolizione del sé (Anātman), raggiungimento della sapienza (Prajñā), liberazione dal dolore (Mokṣa), assunzione della corretta ortoprassi. | Solo approcci fitoterapici e integratori naturali che rientrano nelle competenze del naturopata. Non è consentito prescrivere farmaci di competenza medica | Sì ma solo nei paesi dove è riconosciuta la psicoterapia buddhista. In Italia gli ipsoanalisti sono dei meri counsellor. |
| Psicoanalisi | Psicoterapia | Psicologia | Counselling |
|---|---|---|---|
| Disagio interno, aiuto nella comprensione dell'eziologia di questo disagio, analisi del malessere | Sofferenza psichica causa di disturbi mentali che impediscono la vita serena | Problemi interpersonali limitati e specifici all'area del conflitto, supporto personale | |
| Traumi infantili o repressi, nevrosi, conflitti interiori | Disturbi di personalità, riparazione di strutture di disturbi mentali e patologici | Ambivalenza, stress, scelte e decisioni difficili da compiere, difficoltà nella vita di tutti i giorni, problemi personali | |
Fattori interni (inconscio) e sue relazioni con il mondo
| Fattori esterni (conscio) e relazioni con problemi di tutti i giorni | ||
| Autoanalisi, percorso conoscitivo di sé stessi, individuazione, rimozione della nevrosi, emersione del rimosso | Complessità del funzionamento intrapsichico, impegno intensivo, supporto nella terapia | Crescita personale e motivazionale, prevenzione e sviluppo della personalità, questioni educative e di orientamento vocazionale | |
«La legge Ossicini regolamenta la professione di psicologo, creando la falsa impressione che essa esista in maniera assoluta. Si tratta in realtà, come nel caso della psicoterapia, di un falso giuridico promosso a legge.»[34]La sua posizione è stata aspramente criticata dalla classe degli psicologi, che lo accusa di criticare un sistema, quello italiano, che non lo riguarda, essendo lui di origine svizzera[35]. Spesso Dioscuro è stato anche criticato di critiche troppo severe, arrivando addirittura, riprendendo un capitolo di un libro di Divino[36], a parlare di un complotto contro la psicoanalisi. Stando a Dioscuro, la psicoanalisi sarebbe stata attaccata dalle istituzioni perché rappresenterebbe la forma di psicologia più pura, una psicologia che le istituzioni non vogliono sia compresa dal popolo, dal momento che la usano i politici stessi per controllare gli stati. La "vera psicologia" quindi, secondo Dioscuro sarebbe stata rimpiazzata da una finta psicologia, quella accademica insegnata alle università, che non ha alcun potenziale serio nell'analisi della psiche. Spesso, parlando di questi argomenti, Dioscuro si rifà anche al commento di Freud a Psicologia delle masse di Gustave Le Bon.
Sostenitori Moderni [modifica]
In Italia la psicoanalisi laica ha subìto un calo dei sostenitori dopo la sentenza della corte di cassazione (n. 14408 dell’11/04/2011) nei confronti di Alessandra Guerra, doppiamente laureata in filosofia e in medicina che è stata accusata di abuso della professione di psicoterapeuta nel corso dell'esercizio della psicoanalisi. La sentenza ha riconosciuto la differenza tra psicoanalisi e psicoterapia, tuttavia il giudice ha stabilito che la psicoanalisi possieda indubbiamente un valore terapeutico che dunque può portare ad abuso della professione di psicoterapeuta. La sentenza ha scatenato le reazioni degli psicoanalisti da un lato, che si sono opposti fermamente alla decisione del giudice, spesso producendo articoli o dibattiti in difesa di Alessandra Guerra, mentre dall'altro lato l'Ordine degli psicologi ha usato questa sentenza come pretesto per acquisire maggiore influenza sul mondo psicologico, pretendendo che l'articolo 21 del loro codice deontologico, che proibisce di insegnare tecniche psicologiche ai non futuri psicologi[37] venisse esteso anche a chi insegna psicologia senza essere uno psicologo statale. Nel 2016 l'associazione per la libertà di psicoanalisi denuncia lo stato italiano al consiglio europeo «perché sia dichiarato e comunque accertato che la situazione riguardante l’esercizio della professione di psicanalista in Italia non è conforme all’articolo 1 paragrafo 2 della Caria Sociale europea riveduta». Gli psicologi hanno esultato una sentenza che avrebbe difeso la psicologia dall'esercizio abusivo dei "ciarlatani", mentre gli psicoanalisti hanno ricordato che la psicoanalisi è espressamente esclusa dalla Legge Ossivini che regolamenta la professione di psicologo proprio perché quando i legislatori pensarono di aggiungere la psicoanalisi questi chiesero espressamente di essere esclusi da un'equiparazione alla semplice psicoterapia. Nonostante questo oggi la psicoanalisi soffre molto per una mancanza di regolamentazione, dal momento che è impossibile stabilire dove e quando quest'ultima costituisca un abuso della professione di psicologo. La sentenza riporta:«Ciò posto, la psicanalisi, quale quella riferibile alla condotta del ricorrente, è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali.»Il ricorso presentato dalla Guerra, laureata in medicina ma non iscritta ad alcun ordine professionale di medici, ha riconosciuto che la professione di psicoanalista è distinta dalla psicoterapia, ma le è comunque stato respinto in quanto non crollava l'accusa di abuso della professione di psicoterapeuta. Il giudice ha respinto il ricorso sulla base di un'opinione personale: ossia ritenendo che la psicoanalisi dovrebbe ricevere un riconoscimento statale, ma nn avendolo se ne deduce che è del tutto confondibile con la psicoterapia[38]. Ciò posto, Sigmund Freud aveva dichiarato:
«Può darsi forse che i malati non siano, in questo caso, come gli altri malati, che i laici non siano propriamente laici e che i medici non offrano ciò che ci si potrebbe aspettare dai medici e su cui costoro fondano i loro diritti.»[39]Pertanto sulla base di queste dichiarazioni, che furono portate da Freud a testimonianza dell'innocenza del suo allievo Theodor Reik, accusato dell'abuso di professione medica in quanto esercitava la psicoanalisi pur essendo laureato in filosofia, la psicoanalisi in Austria ed in altri paesi limitrofi venne distaccata dalla pratica medica (lo stesso Reik venne assolto grazie alla testimonianza di Freud). In Italia Alessandra Guerra gestisce una collana per l'editore ETS, chiamata "Libertà di Psicoanalisi" che si occupa di raccogliere testimonianze e manifesti a sostegno della psicoanalisi laica, tuttavia l'attività legata all'informazione sul tema è cessata dal 2014, mentre in Italia esistono apparentemente solo due organizzazioni a sostegno dell'analisi Laica che si occupano di difenderla in modo attivo. A Firenze l'istituto “JHAPA – Jung and Hillman Archetypal Psychoanalysis Association” – “Associazione Internazionale di Filosofia, Psicologia e Psicoanalisi Archetipale” è attualmente l'unica scuola privata che consente una formazione in psicoanalisi laica offrendo un Master Internazionale di Studi sull'Anima[40]. Il direttore della scuola Daniele Cardelli è professore di Psicologia della Forma all’Università di Catania, SDS di Siracusa. Ha inoltre svolto il ruolo di Docente presso l'Institut C.G. Jung di Zurigo e all’Università degli studi di Firenze, dove ha insegnato come Professore a contratto per una decina d'anni Psicologia della Politica e Analisi Culturale dei Miti e dove ha poi svolto docenza integrativa in Psicologia Analitica e Archetipica nel corso di Psicologia Dinamica presso la facoltà (scuola) di Psicologia. Cardelli gestisce inoltre la Confederazione Internazionale per la Psicoanalisi Laica[41], definita come Psicoanalisi Filosofica (Filosofia del Sé), per l'Individuazione, dunque presumibilmente di ispirazione junghiana. Inoltre la stessa Legge Ossicini consente quanto segue:
«La legge Ossicini non detta norme sulla psicoterapia in genere e non fa di essa una professione protetta nel senso dell’art. 2229 del codice civile, ma si riferisce solo alla psicoterapia praticata da psicologi e da medici, lasciando impregiudicato il trattamento normativo degli psicoterapeuti diversi dagli psicologi e dai medici e, in particolare, quello degli psicanalisti, che restano sottoposti ai principi generali del codice civile.» (cfr. Parere Pro Veritate sulla legge ossicini redatto dal Prof. Galgano)Gli psicoanalisti in Italia possono dunque legalmente operare come tali nell'ambito della consulenza filosofica, che rientra a pieno titolo nelle attività professionali lecite. Si tratterebbe di una forma avanzata di counseling, perfettamente praticabile purché non vìoli la professione di psicoterapeuta. Ciò porterebbe in Italia ad un progressivo allontanamento tra la psicoanalisi, sempre più specializzata nella pratica della consulenza filosofica, e la psicoterapia, strutturata come una specifica pratica clinica. Un simile sviluppo è auspicato dalla scuola JHAPA che ha promosso la figura di soul counsellor e confidente professionale o Filosofo del Sé. Eugenio Dioscuro invece auspica per l'Italia una posizione simile a quella di altri paesi. Nel suo libro "Medelogia e Ipsoanalisi" promuove la nascita di una psicoanalisi basata sugli studi di Federico Divino, che faccia ampio uso della filosofia buddhista. La psicoanalisi di ispirazione buddhista, da lui chiamata Ipsoanalisi (ed una pratica medica chiamata Antropoiatria), rientrerebbe nell'ambito del counselling solo in quei paesi come l'Italia, mentre Dioscuro auspica che all'estero possa praticare anche come psicoterapia. Secondo numerosi studiosi del Buddhismo come Paul Williams, la filosofia buddhista è perfettamente definibile come una psicoterapia[42]. La posizione di Dioscuro è infatti altamente critica nei confronti della Psicoterapia, secondo lui inventata a tavolino per coprire i meriti della psicoanalisi, volendone negare il valore clinico.
«La psicoterapia è solo un caso particolare della vita relazionale quotidiana, mentre molti vorrebbero che la vita relazionale quotidiana fosse del tutto estranea alle specifiche modalità relazionali concettualizzate all'interno del loro orientamento psicoterapico, o addirittura obbedisse a queste ultime.»[43]Vi sono poi casi controversi di psicoanalisti nati come laici, come è il caso di Luigi Zoja (laureato in economia) e Massimo Recalcati (laureato in filosofia) ma ai quali la successiva specializzazione in psicoanalisi consente di lavorare in ambito clinico senza ricevere alcuna critica, poiché conseguita in tempi in cui la psicologia non aveva ancora determinato il percorso dello psicoterapeuta. Luigi Zoja dopo la laurea in economia conseguita a Milano, ha continuato per un breve periodo con studi in ambito sociologico a partire dalla fine degli anni sessanta. Di lì a poco, frequenta l'Istituto C.G. Jung di Zurigo, presso cui consegue il diploma di psicologo analista e successivamente insegna. Ha lavorato in passato a Zurigo e New York, ed attualmente lavora a Milano. Ha tenuto corsi presso diverse università italiane ed estere. Dal 1984 al 1993, è stato presidente del CIPA, Centro Italiano di Psicologia Analitica. Dal 1998 al 2001, ha presieduto la International Association for Analytical Psychology (IAAP). Dal 2001 al 2007, è stato presidente del Comitato Etico internazionale della IAAP. Recalcati si è laureato in filosofia sotto la guida del professore Franco Fergnani e consegue la laurea nel 1985, discutendo una tesi dal titolo “Desir d’être e Todestrieb. Ipotesi per un confronto tra Sartre e Freud”. Nell'estate dello stesso anno, la lettura degli "Scritti" di J. Lacan segna il suo abbandono della filosofia e l'inizio della sua analisi lacaniana. Nel 1989 si specializza in Psicologia Sociale presso la Scuola di Psicologia di Milano. Svolge la sua formazione analitica tra Milano e Parigi, dal 1988 al 2007. Dal 1994 al 2002, è direttore scientifico nazionale dell’A.B.A.,Associazione per lo studio e la ricerca dell’anoressia-bulimia. Dal 1995 prende parte al Campo Freudiano e insegna all’“Istituto Freudiano per la clinica, la terapia, la scienza” di Milano e di Roma. Nel 2002 partecipa alla fondazione della “Scuola Lacaniana di Psicoanalisi” (SLP) e diventa A.M.E. È membro analista dell’“Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi” (ALIpsi) e di “Espace Analytique”. È direttore scientifico, e docente, della “Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA”. Nel 2003 fonda, insieme ad amici e colleghi, “Jonas: Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi”, di cui è il presidente fino al 2007. Ha svolto attività di supervisione clinica presso diverse istituzioni della salute mentale (comunità terapeutiche, SerT, centri di psicoterapia, reparti ospedalieri) di diverse città italiane; attualmente, è supervisore clinico presso la Residenza Gruber di Bologna, specializzata nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare (D.C.A.) gravi. Ha insegnato nelle Università di Milano, Padova, Urbino, Bergamo, Lausanne. È professore a contratto di “Psicopatologia del comportamento alimentare” a Pavia, e insegna “Psicoanalisi e scienze umane” all’Università di Verona. Dal 2003 è direttore, e docente, del “Corso di specializzazione sulla clinica dei nuovi sintomi”, presso la sede Jonas Onlus di Milano. Ormai però data l'importanza che ha assunto la psicoterapia come pura specializzazione psicologica è praticamente impossibile per un non-laureato in psicologia essere iscritto alla lista degli psicoterapeuti, poiché le scuole di specializzazione in psicoterapia riconosciute dallo Stato accettano solo iscritti che siano laureati in psicologia o medicina. Anche all'estero, dove questa distinzione non è del tutto necessaria, si è accettata la dicotomia tra "psicoanalista psicoterapeuta" e "psicoanalista conoscitivo". L'istituto Jung di Zurigo, la più importante scuola di specializzazione in psicoanalisi junghiana pssiede due percorsi distinti: Curriculum Analyst International accessibile a chiunque e che forma in psicoanalisi non clinica, dunque dedicata solo a percorsi conoscitivi, e Curriculum for Analytical Psychotherapy for Psychologists and Doctors FMH Training for Psychiatrists che invece consente di operare come psicoterapeuti[44]. Sebbene dunque la distinzione tra psicoanalisi semplice e psicoterapia psicanalitica sia accettata, alcuni vi si oppongono, dichiarando che è impossibile oeprare una psicoanalisi che non abbia inevitabilmente valore terapeutico, e che pertanto si dovrebbe lasciar fare agli psicoanalisti il loro lavoro di terapeuti senza sindacare su quale sia il loro background accademico. Eugenio Dioscuro ha contestato per anni questa distinzione, definendola una “infondata idiozia”:
«Die Unterscheidung zwischen klinischer Psychoanalyse (Psychoanalytische Psychotherapie) und kognitiver Psychoanalyse (Psychoanalytische Beratung) ist ein grundloser Unsinn. Was für ein absurder Schwachsinn!»
La psicoanalisi laica oggi: counselling, filosofia del sé e ipsoanalisi [modifica]
Senza dubbio la psicoanalisi in Italia, se praticata da non-psicologi non ha alcuna tutela da parte dello stato, se non la sola legge del 2013 sulle professioni non-organizzate. Tuttavia da questo punto di vista, secondo il solo aspetto giuridico la psicoanalisi non è dissimile dal counselling, ed infatti molti psicoanalisti operanti oggi si riferiscono alla loro professione come "counselling psicoanalitico" o semplicemente analitico. Il counseling è una professione non organizzata, ovvero priva di una legge istitutiva e di un ordine professionale. A seguito del varo da parte del parlamento della legge 14 gennaio 2013, n. 4, "in materia di professioni non organizzate"[49] il counseling è stato inserito tra le professioni intellettuali,[50] per esercitare le quali non è necessario seguire alcun iter specifico. La normativa lascia al singolo professionista la facoltà di qualificarsi professionalmente intraprendendo un percorso di certificazione professionale presso un'associazione professionale di categoria[51] o attraverso la cosiddetta autoregolamentazione volontaria.[52] Le maggiori critiche all'attività di counseling vengono mosse da una parte della categoria degli psicologi (alcuni Ordini regionali ed alcune associazioni di categoria) e riguardano, in particolare, i seguenti punti:- l'attività di counseling è in realtà attività di "consulenza psicologica" e "sostegno psicologico" e, pertanto, i counselor che si definiscono tali ma che non sono psicologi iscritti all'Ordine compiono un abuso (esercizio abusivo di professione). L'attività del "counselor" è infatti totalmente sovrapponibile ai compiti che già spettano allo psicologo secondo la Legge 56/89 ;[53];
- la non regolamentazione della professione di counseling nuoce agli utenti in quanto vengono a mancare i presupposti minimi per la tutela che, invece, una professione regolamentata garantisce (Legge di ordinamento, codice deontologico, etc.);
- molte competenze del counseling sono competenze proprie alla professione di psicologo, e dunque le stesse scuole di specializzazione per psicoterapeuti che erogano corsi di counseling a non psicologi potrebbero compiere un abuso in riferimento agli articoli 8 e 21 del codice deontologico degli psicologi;[54] Questo principio, ribadito dall'Ordine degli Psicologi della Lombardia, ed avverso cui era stata promossa un'azione legale da alcuni ricorrenti, è stato confermato dalla Sentenza n. 10289 del 26 maggio 2011 della quinta sezione civile del Tribunale di Milano. Avverso questa sentenza di primo grado è stato effettuato ricorso in appello, che si è concluso confermando la sentenza di primo grado, evidenziando il difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti[55].
- molte competenze del counseling, essendo competenze proprie alla professione di psicologo, possono essere esercitate solo da psicologi iscritti all'Albo, ex art. 1, L. 56/89.[56]
- già l'Antitrust si è espresso nel 1999[57] rispetto alla non obbligatorietà dell'esistenza di un Ordine professionale per esercitare una professione;
- l'ENPAP (Ente nazionale di previdenza e assistenza degli psicologi) nel 2003 effettua una delibera suggerendo al Ministero della Giustizia di comprendere anche professioni affini alla psicologia tra i propri contribuenti;[58]
- la giurisprudenza attualmente esistente in Italia non ha fino ad oggi rilevato – nonostante precise accuse rivolte ai counselor di esercizio abusivo della professione di psicologo ai sensi dell'art. 348 del Codice penale – abusi di professione da parte di counselor;[59]
- il recepimento della Direttiva dell'Unione Europea 2005/36/CE[60] offre la possibilità per le associazioni di categoria di counseling di potersi iscrivere in uno speciale elenco redatto dal Ministero della Giustizia;
- il successivo Decreto Interministeriale (Ministero della Giustizia e Ministero del commercio internazionale)[61] che istituisce il procedimento per la valutazione delle istanze di riconoscimento delle associazioni di categoria.
- politico-professionale: attraverso la discussione e il dibattito interno alle due categorie;
- normativo: attraverso pressioni lobbistiche di entrambi gli schieramenti tese a promuovere o meno specifiche leggi;
- legale: attraverso interventi promossi sia per iniziativa privata (singoli professionisti e associazioni di categoria) che istituzionale (ordine professionale).
- l'adozione di un metodo diverso da quelli riferiti a "medico-paziente" propri dei modelli psicoterapeutici (anche se ciò non si verifica nell'approccio centrato sulla persona rogersiano dove counselling e psicoterapia condividono la stessa impostazione dove l'esperto è il cliente);
- la definizione dell'obiettivo concreto e del contesto spazio-temporale della relazione counselor-cliente;
- l'esclusione della psicopatologia come settore di intervento.
La sua formazione è molto complessa, poiché Divino rigetta totalmente il sistema del passe analitico elaborato da Lacan, e parla piuttosto di una garanzia di consapevolezza da parte dell'ipsoanalista, la quale spesso è del tutto assente, a detta sua, negli psicanalisti moderni. Divino struttura la Medelogia per essere il più distante possibile dalla psicologia moderna e soprattutto dall'allopatia, dal momento che la "terapia" medelogica va secondo lui intesa a trecentosessanta gradi, divenendo dunque contemporaneamente una psicoterapia meditativa ed una medicina del corpo. Lo scopo di entrambe sarebbe non una semplice guarigione da un trauma o da una malattia mentale o fisica, ma dalla liberazione definitiva dal dolore, che è anche il messaggio buddhista. Ad ogni modo per essere considerati ipsoanalisti è necessario un durissimo training che non comprende le sole lezioni di Medelogia ma anche un'approfondita analisi personale e l'adozione di abitudini comportamentali molto rigide, come l'abbandono del consumo di carne animale o di latticini, che non deve essere vissuto come una privazione (in caso contrario non si è pronti per l'ipsoanalisi) così come il soggetto deve abbandonare l'attaccamento per i beni materiali e soprattutto per l'identità nazionale ed individuale. Mentre per le varie psicologie l'Io o talvolta il Sé rivestono un'imprtanza centrale, in Medelogia sono fattori da distruggere, poiché comportano egoismo e attaccamento e soffocano l'emersione della vera natura dell'Anima. A differenza delle varie psicoterapie e medicine occidentali, che si focalizano su uno o più problemi e non hanno la pretesa di possedere una verità ultima, la Medelogia nasce proprio come perfezionamento della cosiddetta psicoterapia buddhista e della medicina tibetana (l'unica medicina buddhista esistente) per permettere la liberazione definitiva dal duḥkha. La singola nevrosi o la singola malattia dunque, sono solo un pretesto di partenza per intraprendere un'analisi conoscitiva, che altro non è che un percorso di insegnamento volto a rendere l'allievo un maestro a sua volta. Quando si diviene maestri? Quando si ottiene il Mokṣa, la liberazione definitiva dalle illusioni del mondo e dalle sue sofferenze. Stando a queste affermazioni, la Medelogia non sarebbe altro che la più moderna delle scuole buddhiste, che rivendica con fierezza le sue competenze in ambito di psicoterapia e di terapia in generale. Con ciò va anche detto che in Italia essa non può operare al di là dei limiti del counselling, come del resto anche la Naturopatia. A Milano, la scuola Psyche Institute fondata da Lucilla Sperati è l'unica ufficialmente riconosciuta da Divino come istituto in grado di impartire insegnamenti di Medelogia, e pertanto in grado di permettere di intraprendere quel lungo percorso che conduce alla propria liberazione (pratyekabuddha) o in aggiunta, facoltativamente, anche alla pratica di aiuto per gli altri, divenendo ipsoanalisti (che Divino paragona ai Bodhisattva) per permettere anche al prossimo, tramite la psicoanalisi laica ad orientamento medelogico, di ottenere la stessa liberazione dalla sofferenza. A Divino sono state mosse anche alcune critiche: in primis per aver proibito categoricamente a tutti gli psicologi iscritti all'albo e ai medici iscritti ad un relativo albo, di studiare la Medelogia e di essere considerati studiosi di Medelogia. Divino ha infatti consentito solo ai laureati in psicologia o medicina di studiare medelogia, precludendo ogni accesso agli iscritti ad un Ordine professionale, in parte per la sua avversione alla psichiatria occidentale, ma anche per la sua critica nei confronti degli Ordini professionali, che egli definisce un "ricatto" istituzionalizzato. A onor del vero va anche detto che Divino è studente presso la scuola di Daniele Cardelli, che egli ricorda come l'unica scuola ad averlo accettato nonostante le sue idee, a differenza della Scuola Freudiana che invece avrebbe posto delle resistenze all'idea che il buddhismo e la psicoanalisi avessero qualche cosa a che vedere l'una con l'altro. Altrettanto nota è la sua affermazione «all'estero mi chiamano "psicologo" perché leggono i miei lavori, e io devo correggerli per paura che il loro errore, fatto in buona fede, pregiudichi la mia incolumità in Italia e mi faccia arrestare per essermi spacciato per psicologo, che a quanto pare in questo paese è un reato più grave che commettere una strage». In verità Divino non è mai stato accusato di abuso della professione, dal momento che conosce molto bene la legislazione italiana, come dimostra nei suoi libri, e sta molto attento a non violarla mai. Infatti non ha mai fornito consulti che potessero essere interpretati come psicologici, né si è mai fatto pagare per darli. Limitandosi a promuovere le pratiche medelogiche e convincendo gli psicologi ad adottarle nelle loro sedute, Divino si è guadagnato solo un'enorme mole di critiche da parte degli psicologi iscritti agli ordini professionali, ad anche accuse mai dimostrate. Anche il suo recente interesse per la promozione della Medicina Tibetana lo ha esposto notevolmente alle critiche da parte dei medici. Nel corso dei suoi studi, Federico Divino ha avuto modo di raccogliere numerose fonti a sostegno della psicoanalisi laica, ed ha scritto numerosi articoli sul suo blog italiano come sul sito internazionale di Medelogia. Quando poi ha deciso di "rinunciare" alla psicoanalisi, preferendo perseguire la sua difesa della Medelogia ed il suo percorso antipsichiatrico, ha preferito pubblicare tutto il materiale raccolto online. Di seguito trovate un elenco di tutti gli articoli che ha raccolto sulla psicoanalisi laica:
- Federico Divino : Piccola, insignificante Psicoanalisi [14]
- Federico Divino : Loro vogliono Tutto [15]
- Eugenio Dioscuro, Federico Divino : Facciamo chiarezza sulla chiarezza? [16]
- Ettore Perrella : Psicanalisi e diritto. La formazione degli analisti e la regolamentazione giuridica delle psicoterapie [17]
- Mauro Santacatterina : Dalla Legge alla Psicanalisi. Vicende recenti degli analisti italiani [18]
- Sadi Marhaba : Riflessioni di un non-psicoterapeuta sulla psicoterapia, 1988-2012 [19]
- Moreno Manghi : Cosa regolamenta effettivamente la legge Ossicini? [20]
- Moreno Manghi : Ossi 1. Un esempio di degenerazione del diritto: la "Legge ossicini" [21]
- Moreno Manghi : Confutazione di una sentenza aberrante della corte di appello che condanna, per abuso della professione di psicoterapeuta, un soggetto dichiaratosi psicoanalista. Appello per impedire che per il diritto, tale sentenza aberrante non costituisca, nel silenzio e nell'indifferenza, un "precedente" [22]
- Russel Jacoby : L'Americanizzazione della psicoanalisi. Il tradimento di Freud, la scelta per il riduzionismo medico e la vita conformista, la spoliticizzazione, il consolidamento dell'establishment psicoanalitico nella seconda generazione degli analisti esule in America [23]
- Reclamo collettivo presentato alla commissione Europea [24]
- Lucilla Sperati : Una questione pericolosa: la psicoanalisi laica e la Medelogia [25]
- Invito al mondo della psichiatria a considerare la guerra come una malattia mentale (ptolemopatia) la quale sarebbe un derivato del cupio dissolvi, e che però affliggerebbe anche tutti i funzionari di un qualsiasi comparto militare, dai semplici poliziotti ai militati. Per la Medelogia, "concepire e accettare psicologicamente che la violenza, in qualsiasi sua forma, possa essere utilizzata come mezzo per ottenere un risultato di qualsiasi genere è in realtà una delle forme più gravi di psicosi, e tutti coloro che ne soffrono sono un pericolo per l'equilibrio della pace". Gli esponenti della Medelogia hanno spesso dichiarato che la malattia più diffusa al mondo non è né il cancro né la depressione, bensì la ptolemopatia.
- Invito al mondo accademico a riformarsi a partire dalle sue basi, abolendo le convenzioni accademiche per la stesura dei lavori "scientifici"
- Invito al mondo della psicoanalisi a dissolversi e ad accettare in massa la verità della Medelogia
- Invito agli ordini professionali, da quello dei medici a quello degli psicologi finanche a quello degli avvocati, ad auto-abolirsi
- Invito al mondo della filosofia a smetterla di considerare i laureati in filosofia dei filosofi o degli esperti di filosofia
- Opere di Medelogia
- Divino, Federico : Piaghe del Pensiero. Introduzione alla Medelogia, Ferrari Editore, 2018
- Divino, Federico: La Madre di Psiche. Progetto per una psicologia Archetipica, Enigma Edizioni, 2016
- Divino, Federico: Il Buddhismo Riformato. La Rivelazione della Psicoanalisi, Enigma Edizioni, 2017
- Divino, Federico: Mythos. La Natura e la Dimensione del Mito, Enigma Edizioni, 2017
- Divino, Federico: Lezioni di Medelogia. Dieci insegnamenti per la consapevolezza, Titani Editori, 2018
- Divino, Federico : L'archetipo di Brahmā. La linguistica archetipica nella comprensione della schizofrenia, Studia Hermetica Journal, SHJ VIII, 1, 2018
- Divino, Federico : Axis Mundī et Anima Mundī. Yoga, Sciamanesimo e Psicoterapia buddhista nella comprensione della Nevrosi, Anitya Medelogical Journal, Vol. I, 2018
- Dioscuro, Eugenio: Medelogia e Ipsoanalisi. Un manifesto per la psicoanalisi laica, Enigma Edizioni, 2018
- Lucilla, Sperati : Medelogia e Terapia. Le nuove vie della salute umana, Edizioni Etiche NuovaCoscienza, 2018
- Opere che hanno preceduto la Medelogia
- Nāgārjuna : Mūla-madhyamaka-kārikā (conosciuto anche come Madhyamaka-kārikā, Prajñāmamūlamadhyamakakārikā o Madhyamaka-śāstra, cin. 中論 Zhōnglùn, giapp. Chūron, tib. dBu-ma rtsa-ba'i thsig le'ur byas-pa shes-rab ces-bya-ba, Le stanze del cammino di mezzo), composta in 448 strofe divise in 27 sezioni, è una critica serrata agli Abhidharma delle scuole del Buddhismo dei Nikaya.
- Nāgārjuna : Vigrahavyāvartanī (Lo sterminio degli errori).
- Nāgārjuna : Śunyātāsaptati (Le settanta stanze sulla vacuità).
- Nāgārjuna : Yuktiṣāṣṭika (Sessanta stanze sulla coerenza).
- Nāgārjuna : Vaidalyaprakaraṇa (Commento al Vaidalyasutra).
- Nāgārjuna : Pratītyasamutpādahṝdayakārika (Gli elementi della Coproduzione condizionata).
- Nāgārjuna : Bodhicittavivaraṇa (Trattato sulla mente illuminata).
- Nāgārjuna : Bodhisaṃbhāra (I requisiti per l'illuminazione).
- Detlef, Lauf : Il libro tibetano dei morti, Edizioni Mediterranee, 1992.
- Galimberti, Umberto : Psichiatria e fenomenologia, Milano, Feltrinelli, 1979; 1999.
- Galimberti, Umberto : La terra senza il male. Jung: dall'inconscio al simbolo, Milano, Feltrinelli, 1984; 2001.
- Galimberti, Umberto : Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica, Milano, Feltrinelli, 1999.
Profili personali dei sostenitori moderni [modifica]
Eugenio Dioscuro [modifica]
Eugenio Dioscuro era il nome d'arte del sociologo e filosofo Eugene Joseph von D. (13 Luglio 1980 - 22 Novembre 2017) studioso svizzero di origini italiane. È stato un importante divulgatore della psicoanalisi. Si è laureato in psicologia e si è dedicato per molti anni a promuovere nuove teorie psicologiche tramite conferenze e seminari in giro per il mondo. Non è mai stato iscritto ad alcun ordine di professionale. Si è dedicato all’antropologia e allo studio della malattia e della cura in contesti differenti da quelli europei (etnopsichiatria), ed ha avuto in modo di approfondire i crimini psichiatrici degli europei nei confronti dei presunti “malati”, tema che ha trattato in diverse lezioni e conferenze. Ha sostenuto in Italia la Psicoanalisi Laica. Ha deciso di sostenere la Medelogia dopo averla studiata nei libri di Federico Divino ed averla ritenuta il metodo analitico migliore per essere applicato a qualsiasi popolo e cultura, sia per curare i disturbi che i semplici disagi e sofferenze psichiche. Nell'estate del 2017 pubblica il suo primo e unico libro sul tema: "Medelogia e Ipsoanalisi", dove suggerisce di applicare la Medelogia anche alla terapia, fondando l’Antropoiatria. Inoltre suggerì di dare un nome alla psicoanalisi di stampo medelogico, per distinguerla dalla semplice pratica filosofica, che lui chiamò “pura medelogia”. Teorizzò così la nascita dell’Ipsoanalisi.- Opere
- Medelogia e Ipsoanalisi. Un Manifesto per la Psicoanalisi Laica, 2017 (prima edizione), 2018 (Enigma Edizioni)
- Psicologia. Storia di un totalitarismo ideologico - La strumentalizzazione della Psiche ai fini della farmacoterapia chimica e la decaduta della civiltà consapevole, articolo pubblicato come saggio introduttivo al libro Medelogia e Terapia di Lucilla Sperati, Edizioni Etiche NuovaCoscienza, 2017
- Der ideologische Totalitarismus der Akademie, 2014 - Articolo
- Psychologische Anthropologie. Die Verbrechen der psychologischen Medizin gegen Kulturen nicht eingeschlossen, 2013 - Articolo
- Die Bedeutung des anthropologischen Faktors zum Verständnis der wahren Psychologie, 2013 - Articolo
- Wie die Psychologie ist tot, 2012 - Articolo
Daniele Cardelli [modifica]
Daniele Cardelli è un filosofo e psicoanalista italiano di orientamento analitico e archetipico. Ha fondato una scuola di filosofia analitica definita "filosofia del Sé" e "Analisi del profondo" ed è promotore di una nuova figura professionale che permetta agli psicoanalisti di operare come "filosofi terapeuti", il che lo farebbe rientrare tra i principali sostenitori italiani della psicoanalisi laica. Daniele Cardelli è stato Docente all’Institut CG Jung di Zurigo e all’Università degli studi di Firenze, dove ha insegnato come Professore a contratto con continuità, per quasi dieci anni, Psicologia della Politica e Analisi Culturale dei Miti e dove ha poi svolto docenza integrativa in Psicologia Analitica e Archetipica nel corso di Psicologia Dinamica presso la facoltà di Psicologia. Nel 2003 fonda a Firenze il Circolo Carl Gustav Jung - Libera Università Junghiana, CG Jung University di cui è presidente; è membro della International Association of Jungian Studies (IAJS). Nel 2004 ha creato, sempre con sede a Firenze, la Scuola di Filosofia del Sé e Analisi del Profondo “Nous” – International School (and Confederation) for Selfphilosophy che nel 2011 ha preso anche il nome di Scuola Master Internazionale di Studi sull’Anima; nel 2007 ha dato vita al Centro Universitario Internazionale di Studi sull’Anima che poi ha contribuito a far nascere e promuovere il primo Master Internazionale di Studi sull’Anima (Libera Università Internazionale di Studi sull’ Anima) di cui è direttore. È fondatore e direttore dell’Istituto di Filosofia Terapeutica – Centro per la Terapia e la Cura Filosofica. Nel 2009 ha ideato e dato vita alla Confederazione Internazionale per la Psicoanalisi Laica (Psicoanalisi filosofica o Psicoanalisi per l’Individuazione) che raduna associazioni e scuole di psicoanalisi italiane ed internazionali, accomunate dalla visione della Psicoanalisi come disciplina eminentemente filosofica (una pratica filosofica a tutti gli effetti – l’analisi è un metodo filosofico -, com’è peraltro almeno quella ad orientamento junghiano e non solo questa) finalizzata all’autoconoscenza e all’individuazione: altra cosa, distinta e diversa, sia negli obbiettivi sia nelle dinamiche, dalla psicoterapia e pertanto naturalmente laica. Si è formato come Analista del Profondo presso l’Associazione di Maieutica e Analisi Archetipica. Come Analista del Profondo (Analista Archetipale e Filosofico, Archetypal Analyst) fonda la “JHAPA – Jung and Hillman Archetypal Psychoanalysis Association” – “Associazione Internazionale di Filosofia, Psicologia e Psicoanalisi Archetipale”. E’ direttore della sezione Fiorentina e Toscana dell’Istituto “Atanor” per la formazione e specializzazione in psicoterapia di medici e psicologi (riconosciuto MIUR, D.M. del 15 luglio 2008, GU n. 180 del 2-8-2008). È l’ideatore e il conduttore del progetto “ArTchetipi – archetipi nell’arte e nell’architettura”, un laboratorio di ricerca e didattica per lo studio e l’analisi delle immagini e delle figure nell’arte, nel costruito e nel paesaggio. “Soul Counselor e Confidente Professionale” (termine che ha ideato e contribuito a coniare), “Consulente esistenziale, sull’affettività e la spiritualità”, “Consulente strategico ed esperto in Mentoring politico e gestionale” per le amministrazioni, le istituzioni, le organizzazioni, le imprese, ideatore del primo “Servizio per l’Individuazione Professionale”. È l’ideatore e direttore de “I Confederati”: Scuola di Politica e Amministrazione – Istituto di Psicologia e Psicoanalisi della Politica, Laboratorio di Idee, Formazione e Partecipazione Politica, Osservatorio sulla Pubblica Amministrazione. Elvetologo, studioso della Svizzera nei suoi diversi aspetti, dai miti alle vicende storiche, dall’ordinamento istituzionale e politico ai diversi aspetti della cultura, nel 1997 ha ideato e fondato Alphorn, il Centro per le relazioni con la Svizzera. Sta portando avanti le sue ricerche su quell’ambito di studi che ha individuato e chiamato Filosofia del Se’ – disciplina del “Conosci Te stesso”, del “Conoscersi per curarsi”, della conoscenza di Sé come cura e risposta al bisogno, tutto filosofico, di conoscersi - e continua a sviluppare il suo ormai più che ventennale lavoro sul rapporto tra Psicologia Analitica, particolarmente ad orientamento archetipico e Politica (Psicoanalisi della Politica), ambito a cui, anche attraverso numerose pubblicazioni scientifiche monografiche, articoli su riviste specializzate e on-line e la creazione del progetto editoriale “Anima e Polis”, ha dato il nome di Psicopolitologia. Ideatore del blog “Mitonline” (dedicato all’analisi dei miti come strumenti di lettura profonda della realtà) e del “Giornale delle idee“, di cui è conduttore, nel Novembre 2013 fonda a Firenze la Confederazione Italiana e Internazionale di Psicologia e Psicoanalisi Politica, Comunità di Psicopolitologia, Centro per la Consulenza, la cura e la Terapia Politica. È il fondatore del think tank “Nuovo Rinascimento Culturale”.- Pubblicazioni
- Archetipi delle nazioni, Miti per questi tempi, Anima e Polis
- Jung and Politics, Anima e Polis
- I pensieri che curano. Sofìa, la sapienza, come terapia, Anima e Polis
- Biografia Web [26]
Umberto Galimberti [modifica]
Pur non avendo mai parlato esplicitamente di "Psicoanalisi Laica", Umberto Galimberti è a tutti gli effetti uno psicoanalista laico in Italia, dal momento che ha conseguito il diploma da psicologo analitico a Zurigo, scuola in cui si ammettono per la formazione degli analisti laureati provenienti da qualsiasi ambito, e non è laureato in psicologia, bensì in filosofia. Nelle sue opere spesso Galimberti parla della psicologia come di una scienza spuria, che ormai non ha più ragione di esistere, e propone di sostituirla con la fenomenologia. Nell'opera filosofica di Karl Jaspers, appartenente al filone esistenzialista del Novecento, si ritrovano i temi trattati dai grandi predecessori dell'Ottocento: da un lato la considerazione profonda per l'esistenza umana nella sua totalità con chiaro riferimento a Kierkegaard e a Nietzsche, dall'altra l'incontro del 1909 con Max Weber, l'influenza di Dilthey e poi la lettura di Husserl e l'influenza della scuola fenomenologica.«La crisi della psichiatria e i sospetti che avvolgono la psicoanalisi non sono del tutto infondati. Sia l'una che l'altra, infatti, derivano i loro modelli concettuali da quello schema che Cartesio ha introdotto e che la scienza ha fatto proprio quando, per i suoi scopi esplicativi, ha lacerato l'uomo in anima (res cogitans) e corpo (res extensa), producendo quello che, secondo Binswanger, è "il cancro di ogni psicologia".»[70]Umberto Galimberti (Monza, 2 maggio 1942) è un filosofo, sociologo, psicoanalista e accademico italiano, anche giornalista de La Repubblica. Le sue opere, specie Psichiatria e fenomenologia, sono state di grande ispirazione per Federico Divino. Nel 1963 Galimberti vince una borsa di studio, e contemporaneamente frequenta l'Università di Basilea, dove viene a contatto con lo psichiatra e filosofo Karl Jaspers, di cui diverrà poi uno dei principali traduttori e divulgatori italiani, che lo consiglia ad approfondire i legami fra psicopatologia e filosofia. Nel 1976, diventa professore di storia e filosofia al Liceo Ginnasio ”Zucchi“ di Monza, dove insegnerà fino al 1979. Sempre nel 1976, diventa professore incaricato di antropologia culturale presso la neonata Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Ca' Foscari di Venezia, quindi professore associato di filosofia della storia nel 1983, assumendone la titolarità di cattedra nel 1999, dopo aver conseguito l'ordinariato in questa disciplina. Dal 2002, ha tenuto pure gli incarichi di insegnamento di psicologia generale e di psicologia dinamica, affiancando altresì l'incarico di insegnamento di filosofia morale. Nel 1976, inizia pure un percorso psicoanalitico di analisi personale e formazione presso il Centro italiano di psicologia analitica della sede milanese, che conclude nel 1985, quando diventa membro ordinario dell'International Association for Analytical Psychology. È inoltre, dal 2003, vicepresidente dell'Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica “Phronesis”, inaugurando nel 2006, con Luigi Perissinotto, il primo master universitario in Consulenza filosofica presso l'Università di Venezia. Ha collaborato settimanalmente con Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1995, anno in cui inizia la collaborazione, a tutt'oggi attiva, con La Repubblica sia con editoriali su temi d'attualità che con approfondimenti di carattere culturale. Cura inoltre la rubrica epistolare di “D, La Repubblica delle Donne”, inserto settimanale de La Repubblica. Nel 2002 gli è stato assegnato il premio internazionale “Maestro e traditore della psicanalisi”, e, nel 2011, il Premio Ignazio Silone per la cultura. Galimberti approfondisce molto la tematica del concetto di tempo e del suo rapporto con l'uomo. La sua indagine evidenzia come nell'età degli antichi greci non si pensasse al tempo come lineare ed escatologico, tanto meno vi era associata l'idea di progresso. Essi concepivano il tempo come kyklos (tempo ciclico, in Nietzsche chiamato eterno ritorno), come un ciclo in cui ogni evento è destinato a ripetersi. Nella Grecia antica era impensabile che l'uomo potesse esercitare un controllo sul cosmo, o di imporre su di esso i propri fini. La dimensione dell'uomo era inserita armonicamente all'interno dei cicli naturali che si susseguivano necessariamente e senza alcuno scopo. Nel ciclo infatti il fine (in greco telos) viene a coincidere con la fine e la forza propulsiva (in greco energheia) porta all'attuazione dell’ergon, l'opera, ciò che è compiuto.[71]
L'Uroboro (οὐροβόρος ὄφις), antico simbolo dell'eterno ritorno.
Romeo Sperati [modifica]
Romeo Sperati (17/07/1919 – 05/04/1975) è stato un medico e antropologo italiano, precursore della Medelogia e pioniere in Italia della medicina olistica. Tra i primi medici italiani ad aderire a terapie "alternative" e a sostenerle in privato ma anche tramite pubblicazioni scientifiche. È stato il fondatore dell’associazione ARBOREM con lo scopo di studiare la fitoterapia e le medicine naturali dalle conoscenze dei popoli antichi, in specie dell’estremo Oriente. Nel corso della sua vita venne in contatto con personaggi come Carl Jung e Mircea Eliade che conobbe di persona nei pressi del Lago Maggiore, dove aveva casa, il che gli permetteva di trovarsi molto vicino a questi personaggi in occasione delle Eranos Tagungen alle quali però non partecipò come membro attivo, ma solo come auditore. Seppur fosse uno stimato medico che a cavallo della seconda guerra conseguì cum laude la laurea in medicina e chirurgia con successive specializzazioni in medicina interna e cardiologia, operante oltre che privatamente (con studio personale e medico del consolato Uruguay) anche in strutture sanitarie pubbliche (asl e prima ancora per vari anni medico volontario ricercatore al Policlinico, quindi vice-primario al reparto cardiologia ospedale di Niguarda a Milano), prescriveva solo di rado farmaci e i pazienti che spesso venivano da lui lo apprezzavano più come medico ‘spirituale’ dei conflitti della Psiche ed Anima, che della cura del corpo. Aveva soprattutto la capacità di entrare nel cuore e in empatia con i sofferenti, e per questo i suoi pazienti lo consideravano una guida spirituale. Per molti anni fece anche il medico volontario e quasi ogni sera dopo una giornata di lavoro, cenava velocemente per poi andare nelle zone povere di Milano a curare gratuitamente malati indigenti. Fu precursore negli anni ’50 dell’omeopatia e medicina naturale e olistica in Italia, realizzando alcune pubblicazioni che però non vennero diffuse se non tra i colleghi più stretti e i membri dell'associazione ARBOREM in quanto all’epoca l’omeopatia e medicina non convenzionale erano ancora discipline del tutto ostracizzate e ridicolizzate. Fu anche un grande ricercatore e studioso di filosofia, antropologia, mitologia, esoterismo, alchimia, psicologia e psicoanalisi e con altri ricercatori indipendenti e slegati dalle accademie tradizionali come dai titoli formali portava avanti importanti studi e ricerche, riuscendo a recuperare anche attraverso i suoi viaggi, antichi documenti e conoscenze. La sua missione era quella di ri-divulgare tali conoscenze all’umanità per contribuire a sconfiggere l’ignoranza e accelerare il processo di risveglio di menti e coscienze, e per questo purtroppo fu perseguitato fino alla morte e i suoi documenti e pubblicazioni furono in parte distrutte. Eppure lui continua ancora oggi a vivere, a distanza di tanti anni, non solo nei nostri cuori ma anche in quello dei suoi pazienti, collaboratori studiosi e ricercatori i quali hanno potuto apprezzare oltre alla sua intelligenza, pura spiritualità ed evoluta coscienza, la sua profonda onestà, umanità, sensibilità, altruismo ed il suo grande cuore sempre rivolto a lenire le sofferenze altrui. Sua figlia, Lucilla Sperati, è diventata naturopata ed operatrice olistica esperta di terapie naturali. Nel 2014 diventa la prima persona in assoluto ad aderire al progetto Medelogia. La figlia di Romeo, Lucilla Sperati, pur avendo deciso di non conseguire la laurea in Medicina ha comunque deciso di occuparsi di salute umana, direttamente tramite la Naturopatia. Stando a quanto racconta ai suoi convegni e nei suoi articoli, fu solo dopo una grave malattia che la condusse in fin di vita che, guidata da una visione del padre che le avrebbe comunicato la cura giusta da seguire per guarire totalmente, successivamente decise di diventare Naturopata. Fece studi e ricerche sui benefici e proprietà dell'Aloe Vera e ideò una linea di prodotti naturali per il benessere. Fondò una delle prime associazioni di naturopatia in Italia, ma dovette chiudere dopo essere stata truffata. Proseguì indipendentemente per quasi vent'anni a lavorare come naturopata finché non conobbe Federico Divino. Rimasta affascinata dalla Medelogia, e considerandola una disciplina di cui suo padre sarebbe stato promotore, decise di aderire al progetto e di iniziare a studiare l'Antropoiatria, ossia la terapia olistica ispirata alle conoscenze medelogiche.Nel 1997 Lucilla Sperati fonda l'associazione Naturalia con lo scopo di studiare, promuovere e divulgare le discipline mediche e terapie non convenzionali, naturali e tecniche energetiche in stretta connessione con l'approfondimento spirituale ed interiore, in armonia con la natura e l'ambiente. Tuttavia a seguito di diverse vicende sfavorevoli che le si sono verificate nel corso degli anni è stata costretta a mettere da parte la sua associazione sempre di più se non per la vendita di prodotti naturali quali il succo di Aloe Vera. Lucilla si avvicinò alla medicina naturale e provò su di sé l’efficacia dei rimedi e tecniche non convenzionali, ottenendo risultati sorprendenti. Decise dunque di lasciare il settore televisivo (RTI-Mediaset) dove lavorava da 10 anni e di fondare un’associazione di studio, ricerca e sviluppo al fine di promulgare le potenzialità curative delle varie discipline complementari, sia attraverso l’effettuazione di test diagnostici, visite mediche, terapie ed attività fisiche, sia con attività di informazione, conferenze, seminari e corsi. Tutto questo con l’ausilio di collaboratori medici e professionisti del settore. Studia alcune discipline non convenzionali quali omeopatia, erboristeria, fitoterapia, fiori di Bach radioestesia, cristalloterapia, reiki, nutrizione energetica, intolleranze alimentari, yoga, thai-chi, tecniche di meditazione ed energetiche, effettuando anche una lunga ricerca interiore e spirituale. Imparando ad ascoltare i segnali e le reazioni del proprio organismo, sviluppa una particolare attitudine all’autodiagnosi ed autocura, riuscendo con rimedi e tecniche naturali a guarire i suoi problemi di salute (e 23 intolleranze alimentari), anche con l’ausilio di un regime alimentare naturale e biologico e un'attenta prevenzione.Con il passare degli anni acquisisce una particolare sensitività nell’individuare i problemi di salute e le cure naturali più idonee e, attraverso la pratica quotidiana di tecniche di meditazione ed energetiche, arriva a sviluppare le energie sottili personali e dal 2001 facoltà radioestesiche, pranoterapeutiche e medianiche, che le consentono da 7 anni di avere contatti con entità spirituali, a mezzo telepatia e telescrittura e fare esperienze di confine. Da allora effettua anche studi e ricerche sulla parapsicologia, altre dimensioni, filosofie e religioni orientali. Nel 1998, 2000 e 2004 vince 3 bandi di concorso (Ministero, Provincia di Milano e Regione Lombardia) con il progetto Naturale di cura, informazione e formazione sulle medicine e tecniche naturali non convenzionali, battendosi inoltre per la realizzazione di una regolamentazione ed ufficializzazione in Italia di tali discipline, come da anni avviene nell’UE e nel mondo. Dal 2000 al 2002 è stata responsabile acquisti e vendite internazionali per l’emittente satellitare Salute Benessere Network, dove si è occupata anche di p.r., sviluppo clienti e produzione del programma di medicine complementari. Dal 2002 Lucilla Sperati svolge consulenze di produzione, marketing, pubblicità, commerciali per aziende e organizzazione convegni e corsi di medicina/terapie naturali per operatori del settore (medici omeopati, naturopati, terapisti, centri, produttori), produzione e distribuzione di prodotti naturali (è titolare della linea Aloe Vera Naturelle), scrive articoli su temi di salute, medicina naturale, alimentazione, ambiente, collabora con esponenti comunali su problematiche di inquinamento, ambiente, socio-assistenziali e svolge un’attività di distribuzione internazionale programmi televisivi/library e documentari di medicina, salute, natura, arte, turismo, attività redazionale/giornalistica e di produzione video. Nel 2009 ha ideato Natural Channel web tv dedicata al mondo del naturale, biologico, ecocompatibile e sostenibile. Effettua conferenze seminariali al pubblico di autocura e prevenzione naturale, educazione alimentare e nutrizione energetica, tests radioestesici dei chakra e funzionalità energetiche organiche, intolleranze e bioritmo alimentare, geopatie, reiki e riequilibrio energetico, pranoterapia, cristalloterapia, numerologia, approfondimento interiore e sviluppo coscienza, potenzialità ed energie sottili personali.
Federico Divino [modifica]
Federico Divino (Roma, 18 Marzo 1995) è un filosofo, orientalista e saggista italiano. Autore di saggi in difesa della psicoanalisi laica in cui propone di integrare la psicoanalisi con la filosofia buddhista. Divino nasce a Roma nel 1995 ma vive a Latina fino al raggiungimento della maggiore età. Ottiene un diploma da perito chimico e si trasferisce a Roma dove si laurea a La Sapienza nella facoltà di Studi Orientali con una tesi sul Matriarcato Giapponese. Prosegue i suoi studi con un master in mediazione interculturale e si iscrive alla magistrale in Buddhist Studies presso la University of South Wales. Divino è un esperto di filosofia buddhista, è noto soprattutto per aver sostenuto la tesi del Buddhismo come "prima e perfetta forma di psicoanalisi" nonché il "diritto dei periti del buddhismo di definirsi anche psicoanalisti", tesi che scatenò le critiche del mondo degli psicologi, con il quale Divino è in costante diatriba. Scriverà diversi libri sul tema e numerose apologie alla filosofia buddhista, inizialmente comparata con la psicoanalisi per provare che i suoi contenuti erano uguali e in certi casi superiori, ma successivamente Divino criticherà sempre di più la psicoanalisi, definendola inadeguata e imperfetta, mentre elogerà il buddhismo, che non sono possedeva già tutti i concetti di base della psicoanalisi (da inconscio a nevrosi a rimosso, complesso e molti altri), ma che andava ben oltre i suoi limiti culturali europei, divenendo la psicoanalisi che "ti conduce alla liberazione definitiva dal dolore, l'illuminazione, la più perfetta delle psicoterapie" (così Divino definirà il buddhismo in una sua storica conferenza). I libri di Divino sono da sempre stati ostracizzati dall'editoria. La maggior parte attribuisce questa ostilità al fatto che Divino li scrisse quando aveva solo diciassette anni, ma la sua colega Lucilla Sperati la attribuisce all'invidia del mondo accademico e al rigetto per i suoi contenuti rivoluzionari. Nel 2016 conobbe Enrico Baccarini, il quale divenne il suo primo editore serio, liberando Divino da, come lui stesso la definiva, "la piaga dell'autopubblicazione" (in verità ebbe altri editori in passato, ma a detta di Divino lo truffarono). Dopo aver pubblicato con Enigma Edizioni di Enrico Baccarini gli si aprirono le porte anche con altri editori, ed ora tutti i suoi libri sono ufficialmente pubblicati con case editrici italiane. Attualmente Divino collabora con Lucilla Sperati insegnando la Medelogia come docente a distanza per la libera università Psyche Institute, fondata da Lucilla assecondando le volontà di Eugenio Dioscuro, che fu il primo a scrievre un libro sulla Medelogia sottolineando la necessità di insegnarla in un'accademia. Divino ha anche accettato di seguire per un anno il training da psicoanalista di orientamento archetipico presso l'unica scuola italiana che prepara per questa professione, diretta e fondata dal professor Daniele Cardelli. Nonostante i recenti riconoscimenti ottenuti da analisti e psicologi, Divino continua a criticare aspramente la professione di psicologo, definendola inutile, e ribadisce spesso che è intenzionato ad abbandonare l'Italia per esportare la Medelogia all'estero. Attualmente si interessa solo allo studio del buddhismo, e ha dichiarato che il dialogo con la psicoanalisi "occidentale" è chiuso e non può arricchire la Medelogia più di quanto non possa fare il Mādhyamaka.
Modello di partizione psichica elaborato da Federico Divino e presentato in tutti i suoi saggi che trattano di Medelogia.
Notare come in questo caso la psiche diventi un "sistema di sistemi"
nel quale due elementi si contrappongono e vengono mediati da un terzo
fattore. Così anche i "livelli" della psiche (Conscio ed Inconscio
mediati dal Sub-conscio). Così come però, per Divino, tutto è contenuto
nel macroinsieme dell'inconscio collettivo - il quale non ha confini -
le stesse istanze psichiche sono fatte per completarsi a vicenda, in una
rielaborazione (o evoluzione) del processo di individuazione Junghiano e
dell'illuminazione dei buddhisti Divino afferma che l'abbattimento
delle barriere ed il collasso dei sistemi in una monade psichica sia
l'unica soluzione per il superamento della sofferenza.
- Elenco delle opere
- Lezioni di Medelogia. Dieci insegnamento per la consapevolezza, Titani Editori, 2018
- Piaghe del Pensiero. Introduzione alla Medelogia, Ferrari Editore, 2018
- Il Buddhismo Riformato. La rivelazione della Psicoanalisi, Enigma Edizioni, 2017
- Mythos. La Natura e la Dimensione del Mito, Enigma Edizioni, 2017
- La Madre di Psiche. Progetto per una Psicologia Archetipica, Enigma Edizioni, 2016
- Prefazione al libro di Fabiana Marchioro: Giappone e Cina, Una storia senza fine, Enigma Edizioni, 2017
- L'archetipo di Brahmā. La linguistica archetipica nella comprensione della schizofrenia, Studia Hermetica Journal, SHJ VIII, 1, 2018
- Axis Mundī et Anima Mundī. Yoga, Sciamanesimo e Psicoterapia buddhista nella comprensione della Nevrosi, Anitya Medelogical Journal, Vol. I, 2018
- Sogno - Raccolta completa di poesie edite e inedite
- Sito Web
Alessandra Guerra [modifica]
Alessandra Guerra è psicanalista di orientamento lacaniano e direttrice della collana ETS “Libertà di psicanalisi”. Ė promotrice del “Manifesto per la difesa della psicanalisi” e presidente del Movimento per la libertà della psicanalisi. La sentenza di cassazione n. 14408 dell’11/4/2011, cui l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna è arrivato dopo aver intentato un processo contro la dott.ssa Alessandra Guerra per esercizio abusivo della professione di psicologo e attività di psicoterapeuta, rappresenta un punto fondamentale nell'attacco degli psicologi al mondo psicanalitico. Eugenio Dioscuro nel suo libro ha preso le difese di Alessandra Guerra, sostenendo che la psicoanalisi ha valori terapeutici ma non può essere intesa come una psicoterapia nel senso in cui si intendono comunemente le psicoterapie in Italia. Alessandra Guerra ha fondato un'associazione culturale chiamata Movimento per la libertà della psicoanalisi.Bibliografia e sitografia [modifica]
- Sito Web di Antonello Sciacchitano e Davide Radice interamente dedicato alla psicoanalisi laica: [27]
- Sito Web di Daniele Cardelli [28]
- Sito Web della scuola di Psicoanalisi Freudiana [29]
- Sito Web di Alessandra Guerra [30]
- Sito Web sulla Medelogia [31]
- Eugenio Dioscuro : Medelogia e Ipsoanalisi. Un Manifesto per la Psicoanalisi Laica, Enigma Edizioni, 2018
- Federico Divino : Lezioni di Medelogia. Dieci insegnamento per la consapevolezza, Titani Editori, 2018
- Federico Divino : Il Buddhismo Riformato. La rivelazione della Psicoanalisi, Enigma Edizioni, 2017
- Federico Divino: La Madre di Psiche. Progetto per una Psicologia Archetipica, Enigma Edizioni, 2016
- Federico Divino : Piaghe del Pensiero. Introduzione alla Medelogia, Ferrari Editore, 2018
- Sigmund Freud, La Questione dell'Analisi Laica, Conversazioni con un imparziale, traduzione e commento di Antonello Sciacchitano e Davide Radice - MIMESIS, Volti, 2012
- Umberto Galimberti, Psichiatria e fenomenologia, Feltrinelli, 2017
- Umberto Galimberti, La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano, 2006
- Aouillè Sophie, Manifesto per la psicanalisi, Ets, 2001 - Collana: Libertà di psicanalisi
- Silvana Caluori. Sebastiano A. Tilli: Il disagio e la cura. Scritti di psicoanalisi laica, ETS, 2014
- A. Guidi (a cura di), Dizionario di counseling e di psicoanalisi laica, di Clinamen, 2010
- Salvatore Castorina: La psicoanalisi laica. La lezione di Franco Fornari, Franco Angeli, 2007
- Sigmund Freud, M. Dehli (a cura di), S. Franchini (Traduttore), V. Vivarelli (Traduttore) : Sulla storia della psicoanalisi. Per la storia del movimento psicoanalitico. La questione dell’analisi laica, Bollati Boringhieri, 2005
- Ellenberger, H. (1976) La scoperta dell'inconscio. Storia della psichiatria dinamica, Torino, Bollati Boringhieri
- Vegetti Finzi, S. (1987). Storia della psicoanalisi, Milano, Mondadori
- Pietro Silvio Mauro : Jung e l'Autoanalisi - Dall’ombra alla coscienza, Libreria Editrice Psiche
- Silvio Fanti : L’Homme en micropsychanalyse, (Denoël, 1981), Paris, Buchet/Chastel, 1988.
- Achenbach, Gerd, La consulenza filosofica, Milano, Apogeo, 2004
- Achenbach, Gerd, Il libro della quiete interiore, Milano, Apogeo, 2005
- Achenbach, Gerd, Saper vivere, per una vita piena di significato e valore, Milano, Apogeo, 2006.
- Berra L. "La pratica filosofia: tra counseling e psicoterapia" Rivista Italiana di Counseling Filosofico, 1, 2005 pp. 43-49, Supplemento a "Maieusis: Conoscenza e prassi per la crescita dell' uomo" n. 1, 2005
- Berra L., Oltre il senso della vita, depressione ed esistenza, Milano, Apogeo, 2006.
- Cavadi, Augusto, Quando sta male chi è sano di mente, Soveria Mannelli, Rubettino, 2003
- Cosentino A., Filosofia e Formazione, Liguori editore, Napoli 2002.
- Demetrio D., Raccontarsi, l’autobiografia come cura di sé, Raffaello Cortina, Milano, 1996.
Note [modifica]
- ↑ Cf. citazione contenuta in Federico Divino, Il Piaghe del Pensiero, CreateSpace, 2017
- ↑ 2,0 2,1 Cf. Traduzione di Davide Radice contenuta anche in Divino, Federico, "Il Buddhismo Riformato", Enigma edizioni, 2017
- ↑ Cfr. Federico Divino, La Madre di Psiche. Manifesto per una Psicologia Archetipica, Enigma Edizioni, 2017
- ↑ Cfr. Carl Gustav Jung : Theoretische Überlegungen zum Wesen des Psychischen (1947-1954); it. “Riflessioni teoriche sull’esistenza della psiche”, in Opere, cit., vol. VIII pag. 240
- ↑ Cfr. James Hillman, 1975, Re-visione della Psicologia, traduzione 1983 Adelphi
- ↑ Cf. Umberto Galimberti: La Casa di Psiche, Feltrinelli editore, 2006
- ↑ Cfr. Eugenio Dioscuro : Medelogia e Ipsoanalisi. Un manifesto per la Psicoanalisi laica, 2017.
- ↑ Cfr. Federico Divino, La Madre di Psiche - Enigma Edizioni, 2016 - Vedi bibliografia
- ↑ Janet Malcolm, Psychoanalysis: The Impossible Profession (London 1988) p 51
- ↑ Ludwig Wittgenstein, "Conversazioni su Freud". In Lezioni e conversazioni sull'etica, l'estetica, la psicologia e la credenza religiosa. Milano, Adelphi, 1967, pp. 121-138
- ↑ Karl R. Popper, La scienza, congetture e confutazioni. In Congetture e Confutazioni, trad.it., Bologna, il Mulino, pp. 68-69
- ↑ Cf. “Or l'analyse, par définition, n'est pas une thérapie, n'est pas une psychothérapie.” Testo della seduta del 7 gennaio 2004 davanti alla Commissione degli Affari sociali della Camera francese
- ↑ Cf. Prof. Francesco Galgano (docente di diritto all’Università di Bologna). Il testo del parere pro veritate porta la data del giugno 2000, è stato pubblicato in Freud e la psicoanalisi laica, edizioni Thèlema, Milano 2000, e in seguito ripreso da altre riviste associate a Spaziozero. Movimento per una psicoanalisi laica, nonché pubblicato, interamente o parzialmente, in vari siti sul web. Una versione integrale in formato pdf del Parere pro veritate (versione alla quale qui facciamo riferimento) è reperibile sul sito nella sezione “Laïenanalyse”, dove è possibile trovare anche il testo della legge 56/89, detta anche “legge Ossicini”, dal nome del suo promotore.
- ↑ Camera dei Deputati, Commissione XII Affari sociali, seduta del 12 maggio 1988, resoconto stenografico, pag. 8.
- ↑ Rycroft 1995, pp. 93–94
- ↑ Cf. Silvana Caluori. Sebastiano A. Tilli: Il disagio e la cura. Scritti di psicoanalisi laica, ETS, 2014
- ↑ «Come è noto, è facilissimo diventare corrispondente di una qualsiasi scuola o centro privtato con sede, ad esempio, in California. È in questa situazione che si è sviluppata la questione - di cui eravamo preoccupati - dei cosiddetti "selvaggi"»; Camera dei Deputati, Commissione XII Affari sociali, seduta
- ↑ La proponente, Mariella Gramaglia, aveva fatto espresso riferimento all'AIPA, al CIPA e alla SPI; Camera dei Deputati, Commissione XII Affari sociali, seduta del 18 gennaio 1989, resoconto stenografico, pagg. 16-19.
- ↑ "'n. Neurolinguistic programming' Oxford English Dictionary (2003). Retrieved January 23, 2009, from [1]
- ↑ Dalla copertina di Bandler and Grinder (1975b)
- ↑ Bandler, R., (2008) Richard Bandler's Guide to Trance-formation: How to Harness the Power of Hypnosis to Ignite Effortless and Lasting Change Publisher: Health Communications (HCi) ISBN 0-7573-0777-9
- ↑ Joseph O'Connor e Ian McDermott, Principles of NLP, Thorsons, 1996
- ↑ Vedi [2]
- ↑ Frank Parsons, Choosing a vocation, (in inglese) Boston, Houghton Mifflin, 1909. ISBN 978-0-548-87450-9.
- ↑ Carl R. Rogers, Client-centered therapy: its current practice, implications, and theory, (in inglese) Boston, Houghton Mifflin, 1951. 13 ISBN 978-1-84119-840-8.
- ↑ Umberto Galimberti, Dizionario di Psicologia, Torino, UTET, 2006. ISBN 88-02-04613-1.
- ↑ Colin Feltham, Dizionario di counseling, Roma, Sovera, 2008. ISBN 978-88-8124-779-0.
- ↑ Rollo May, L'arte del counseling, Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1991. ISBN 88-340-1016-7.
- ↑ What is Counselling. BACP, (1990). URL consultato il 31 luglio 2009.
- ↑ Definizione di counseling. AssoCounseling, (2011). URL consultato il 7 giugno 2011.
- ↑ Cfr. Divino, Federico : Piaghe del Pensiero. Introduzione alla Medelogia, Ferrari Editore, 2018
- ↑ Cfr. Eugenio Dioscuro : Medelogia e Ipsoanalisi. Un manifesto per la psicoanalisi laica, 2017, pag. 159.
- ↑ Cfr. Eugenio Dioscuro : Medelogia e Ipsoanalisi. Un manifesto per la Psicoanalisi laica, 2017.
- ↑ Cfr. Eugenio Dioscuro, Medelogia e Ipsoanalisi. Un manifesto per la Psicoanalisi Laica, 2017, pag. 130 cit.
- ↑ Cfr. Articolo di Eugenio Dioscuro pubblicato sul sito di Medelogia: "La psicoanalisi senza sigari, lettini e inutili discussioni" [3]
- ↑ Cfr. Federico Divino : Il Buddhismo Riformato. La rivelazione della psicoanalisi, Enigma Edizioni, 2017
- ↑ Articolo 21: L’insegnamento dell’uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave. Costituisce aggravante avallare con la propria opera professionale attività ingannevoli o abusive concorrendo all’attribuzione di qualifiche, attestati o inducendo a ritenersi autorizzati all’esercizio di attività caratteristiche dello psicologo. Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici. È fatto salvo l’insegnamento di tali strumenti e tecniche agli studenti dei corsi di studio universitari in psicologia e ai tirocinanti. È altresì fatto salvo l’insegnamento di conoscenze psicologiche.
- ↑ Riportiamo dalla sentenza: “ai fini della sussistenza del reato di cui all’art. 348 c.p., l’esercizio dell’attività di psicoterapeuta è subordinato ad una specifica formazione professionale della durata almeno quadriennale ed all’inserimento negli albi degli psicologi o dei medici (all’interno dei quali è dedicato un settore speciale per gli psicoterapeuti). Ciò posto, la psicanalisi, quale quella riferibile alla condotta della ricorrente, è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. Ne consegue che non è condivisibile la tesi difensiva della ricorrente, posto che l’attività dello psicanalista non è annoverabile fra quelle libere previste dall’art. 2231 c.c. ma necessita di particolare abilitazione statale”. Quest'ultima frase rappresenta solo un'opinione personale del giudice, la quale non ha alcun valore al di fuori della corte, ma sulla base di questa opinione si è comunque rispito il ricorso della Guerra.
- ↑ Cfr. Sigmund Freud : La Questione dell’Analisi Laica. Conversazioni con un imparziale, traduzione e commento di Antonello Sciacchitano e Davide Radice, Mimesis, 2012.
- ↑ http://www.cgjung.it/?page_id=3
- ↑ http://www.cgjung.it/?page_id=19
- ↑ Cfr. Federico Divino: Lezioni di Medelogia. Dieci insegnamenti per la Consapevolezza, Titani Editori, 2018
- ↑ Cfr. Sadi Marhaba : Quale psicoterapia? Gli indirizzi psicoterapici in Italia: confronto e analisi, 1990, Liviana ed., Padova.
- ↑ [4]
- ↑ Cfr. Articolo pubblicato su medelogy.com dal titolo "Prima lezione di Antropoiatria"
- ↑ Cfr. Piccola, insignificante psicoanalisi sul blog di Medelogia [5]
- ↑ Link qui[6]
- ↑ Vds Prima lezione [7] e Seconda lezione [8]
- ↑ Legge 14 gennaio 2013, n. 4 Disposizioni in materia di professioni non organizzate. URL consultato il 5 febbraio 2013.
- ↑ Ex art. 1, comma 2, Legge 14 gennaio 2013, n. 4
- ↑ Ex art. 7, comma 1, Legge 14 gennaio 2013, n. 4
- ↑ Ex art. 6, comma 1, Legge 14 gennaio 2013, n. 4
- ↑ Jacopo Chiostri. «Gli psicologi: troppi abusivi». Il Sole 24 ORE, 30 9 2009, p. 26. URL consultato in data 15 ottobre 2009.
- ↑ «L'insegnamento dell'uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave. Costituisce aggravante avallare con la propria opera professionale attività ingannevoli o abusive concorrendo all'attribuzione di qualifiche, attestati o inducendo a ritenersi autorizzati all'esercizio di attività caratteristiche dello psicologo. Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull'applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici. È fatto salvo l'insegnamento di tali strumenti e tecniche agli studenti dei corsi di studio universitari in psicologia e ai tirocinanti. È altresì fatto salvo l'insegnamento di conoscenze psicologiche.»
- ↑ Ordine degli Psicologi della Lombardia
- ↑ «La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito».
- ↑ Provvedimento PI2412. AGCM, 16 luglio 1999. URL consultato il 31 luglio 2009.
- ↑ Questo il testo della delibera: «Gli enti istituiti ai sensi del d. lgs. n. 103/96 possono includere altre categorie professionali similari di nuova istituzione che dovessero risultare prive di una protezione previdenziale pensionistica specifica, alle medesime condizioni di cui all'art. 7 del d. lgs. n. 103/96».
- ↑ Cfr. ad esempio, ultima in ordine di tempo, la sentenza n° 619 del 18 marzo 2010 del Tribunale penale di Lucca che ha scagionato due counselor accusati di esercizio abusivo della professione di psicologo perché il fatto non sussiste.
- ↑ D.Lgs. 23 ottobre 2007, n. 206, in materia di "Attuazione della direttiva 2005/36/CEE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali".
- ↑ DM 28 aprile 2008, in materia di "Requisiti per l'individuazione e l'annotazione degli enti di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, nell'elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni regolamentate per le quali non esistono ordini, albi o collegi, nonché dei servizi non intellettuali e delle professioni non regolamentate. Procedimento per la valutazione delle istanze e per la annotazione nell'elenco. Procedimento per la revisione e gestione dell'elenco".
- ↑ [9]
- ↑ Associazione culturale: Movimento per la libertà di psicanalisi [10]
- ↑ [11]
- ↑ Ministero della Salute. Legge 14 gennaio 2013, n. 4, in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi. Dichiarazione presentata ai fini dell'inserimento nell'elenco previsto dall'art. 2, comme 7. "AssoCounseling". (PDF). 24 marzo 2014. URL consultato il 18 aprile 2014.
- ↑ (PDF) Sentenza TAR - Consiglio Nazionale Ordine Psicologi - News. URL consultato il 20 novembre 2015.
- ↑ Cfr. Intervista a Rai News - Intervista al filosofo e psicoanalista Galimberti: "Freud-Jung-Lacan non funzionano più. Cresce la richiesta di consulenza filosofica" "La crisi - sostiene lo psicoanalista e filosofo - è dovuta alla psicoanalisi stessa, che si è chiusa nelle categorie psicoanalitiche classiche - Freud, Jung, Lacan - che probabilmente in una società radicalmente trasformata non funzionano più". "Molta gente si sposta dal mondo psicoanalitico al mondo filosofico. Non dimentichiamo che la filosofia è anche una teoria della vita, è nata soprattutto come questo". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Umberto-Galimberti-Freud-Jung-Lacan-sono-fuori-dal-tempo-Si-diffonde-la-consulenza-filosofica-fad7f554-2621-4d20-9d2d-c1194bfff5fe.html
- ↑ [12]
- ↑ Cfr. Articolo [13]
- ↑ Cfr. Umberto Galimberti : Psichiatria e fenomenologia, incipit, Feltrinelli Editore
- ↑ 71,0 71,1 71,2 Conferenza di Umberto Galimberti a Lerici per Mythoslogos, Youtube
- ↑ U. Galimberti, I miti del nostro tempo, Feltrinelli, pag. 385 e segg.
- ↑ Cfr. A. Carotenuto, Dizionario Bompiani degli Psicologi Contemporanei, Bompiani, Milano, 1992, pp. 106-107.
- ↑ 74,0 74,1 74,2 Il corpo in Occidente
- ↑ Lucilla Sperati Elezioni Comunali Milano 2011 Candidata Italia dei Valori Consiglio Circoscrizionale zona 6 Attività e interventi zona 6 Milano Lucilla Sperati Comitato Zona Solari dal 1999 interventi diretti per la tutela dei diritti residenti in zona 6 Milano Lucilla Sperati - Naturalia Milano - Medicina e Prodotti Naturali, Tutela Salute e Salvaguardia Ambientale-Urbanistica
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